Tornato da poco dal tour delle repubbliche baltiche, ho descritto ad alcune amiche la quantita’ di free wifi hotspot che ho trovato (ed utilizzato!) durante il mio viaggio. Una di esse mi ha fatto notare che “Anche a Roma c’e’ la wifi agratissse. A Villa borghese”.
Strano, ho pensato: il decreto Pisanu e’ talmente una menata che la maggior parte dei provider ci pensano due (se non tre!) volte prima di creare un hotspot free.
Navigo un po’ in rete ed approdo qui: RomaWirelss. Uhmmm, allora e’ vero che il wifi si sta diffondendo anche in Italia, ho pensato.
Tempo di leggere come funziona e sono immediatamente ritornato sui miei (esterofili) passi.
Per poter sfruttare il servizio e’, infatti, necessario:
- recarsi presso un hotspot di RomaWireless dotati di dispositivo wifi;
- collegarsi alla homepage, compilare il modulo fornendo i propri dati personali (che poi verranno gestiti… come?!?!?) ed un numero di cellulare valido;
- quindi, dopo essersi registrati al sistema, sara’ necessario effettuare (entro 15 secondi dal login!) una chiamata col cellulare indicato affinche’ il server possa verificare la validità del contatto ed avviare la connessione.
Semplice, no? :-O
E se sono un turista e non ho con me il cellulare? E se devo controllare una mail al volo perche’ sono di fretta? E se dopo essermi registrato vengo distratto da una morettona la cui bellezza mi rapisce per i successivi 15”?
Dimenticavo di dire che tutto il casino di cui sopra e’ per, udite udite, ben un’ora di connessione gratuita! E ’sti cazzi!
Scusate la volgarita’ ma mi ricorda tanto (ma tanto!) una delle specialita’ nostrane: “Far diventare caro il pane!” o, per dirlo in burocratichese, l’ufficio complicazioni affari semplici
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