Il backup ti salva la vita (professionale)
Notizia di alcuni giorni fa: al famoso regista Francis Ford Coppola hanno rubato il computer. Poco male, direte voi: con tutti i soldi che ha.
Purtroppo non e’ cosi’: il regista non aveva fatto il backup dell’hard disk. E non il backup settimanale: Coppola non ha MAI fatto il bakup! Ovvero: 15 anni di lavoro andati in fumo.
Non per fare i conti in tasca al signor Coppola, ma immagino che 15 anni del suo lavoro significhino svariati milioni di dollari: un conto salato per la sua incoscienza.
Si’, incoscienza, perche’ se e’ vero che le probabilita’ di subire il furto del portatile non sono poi cosi’ alte (il valore dei notebook e’ in picchiata, situazione che li rende sempre meno appetibili per i ladruncoli) , altrettanto non si puo’ dire della rottura dell’hard disk.
Secondo uno studio condotto dai principali produttori di hard disk, la vita media dei dischi e’ di circa tre anni. Cosa significa questo? Significa che un quasto hardware e’ altamente probabile. Dal momento che si tratta d’una vita media, infatti, cambiare il parco macchine ogni 2-3 anni non vi mette al sicuro da questo rischio.
Purtroppo la crescente capacita’ degli hard disk ci ha reso pigri: a meno di non essere dei “video maker“, 500 Gb possono contenere il lavoro di un’intera vita professionale. Ma tale pigrizia ci rende altamente vulnerabili. Ogni giorno i dati che affidiamo alle macchine sono sempre di piu’ e sempre piu’ importanti, la loro perdita, quindi, e’ sempre piu’ destinata a rappresentare un vero disastro, disastro da cui e’ difficile riprendersi (nel periodo della tesi ho visto colleghi in lacrime per aver perso mesi di lavoro: figuriamoci perderne 15 anni!).
Viviamo nell’era dell’informazione: mai, in nessun periodo storico, l’acceso alle notizie e’ stato cosi’ immediato e corposo come in questi ultimi anni. Eppure si tratta di un castello di carte: un semplice sbalzo di corrente, un surriscaldamento della macchina, un cedimento meccanico ed il castello crolla.
La procedura di backup, quindi, dovrebbe essere una buona abitudine, da eseguire costantemente e da insegnare ai propri figli, come s’insegna l’importanza dell’igiene orale.
Oltretutto i bispositivi di backup sono ormai alla portata di tutti (poche euro per un DVD vergine, poche decine per una chiavetta, un centinaio per un capiente hard disk esterno) e la rete pullula di ottimi software per automatizzare il backup.
E smettetela con il solito “Non ho tempo”: 5′ a settimana possono risparmiarvi l’analista!
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